- LA LETTERA DI BRUNO -


Caro Bruno ,

mai avresti immaginato di avere dei figli o non te lo volevi immaginare per paura che non accadesse,forse non lo sai neppure tu.

Poi grazie alle ragazza che ti sta accanto da quasi 32 anni hai avuto in regalo due fiori meravigliosi, uno spuntato dai tuoi lombi l’altro, più scuro, spuntato lontano e trapiantato nel tuo cuore.

Lei, Marta, che scivola fuori dalla pancia della tua ragazza, la meravigliosa donna della tua vita, in una notte di marzo; lui, Vasanth, che arriva planando in fotografia in un pomeriggio di settembre mentre provavi uno spettacolo contro il razzismo.

Marta sul banco del bar dove al mattino la poggiavi per bere il caffè, Marta che ti pettina i capelli lunghi, Marta con il primo fidanzatino, Marta che va via di casa.

Vasanth in braccio ad un’amica all’aeroporto di Roma, Vasanth in braccio a te in giardino con i primi biberon, Vasanth che gioca a rugby, Vasanth che va via di casa.

So che crescendo li hai delusi e che loro ti hanno fatto preoccupare .

Adesso stanno cercando la loro strada nella vita fra alti e bassi. Lei è mamma a sua volta è vi ha regalato un meraviglioso bambino di nome Gianluca e lui è ritornato a casa dopo essere inciampato nel suo primo percorso lontano da voi, ma sta cercando di capire chi è allontanarsi da quel buco nero delle sue origini che lo attrae con forza schiacciante.

So che hai ripetuto loro e che continuerai a ripetere un mantra mutuato da una canzone diventato l’inno più commovente di una squadra di calcio, accostamento meno banale di quello che sembra, perché l’amore per i figli è puro, gratuito e senza pretese come l’amore per una squadra.

Questo tuo mantra, caro Bruno, dice così

YOU WILL NEVER WALK ALONE

Sono certo che loro lo sanno.

Un abbraccio

Un tuo caro amico