- LA LETTERA DI SARA -


Ciao Sara!
Come stai? Ne è passato di tempo dall’ultima volta che ci siamo sentite! Vedi, avevo ragione quando ti dicevo che un figlio ti avrebbe stravolto la vita…
Ricordo benissimo la tua telefonata: domani andiamo al CIAI, ci hanno chiamato! Chissà… Ed eccovi lì, seduti a rispondere a mille e uno domande, e poi ad ascoltare la storia di un bambino, il VOSTRO bambino! Già, perché non avete avuto un attimo di esitazione: era LUI! E poi la foto… quegli occhi così belli… il cuore ha iniziato una serie di capriole che non ha ancora smesso! E via alle telefonate: nonni, amici, zii… E in ogni telefonata le stesse parole: è bellissimo!! Il pranzo all’Ikea (confessa! Avete scelto l’ente a Padova apposta…), il lettino che CASUALMENTE quel giorno era in offerta, le emozioni a mille e la paura alle stelle…
E il giorno dopo sei partita, destinazione New York. La vostra prima settimana da genitori l’avete passata ai lati opposti del pianeta!! Tu presa dallo shopping sfrenato (2 anni? Ma non saranno troppo grandi i vestiti 2 anni?? Era così piccolo il tuo scricciolo!) e Luca in ansia incollato a skype: “Sono perso, ho tutta la mia famiglia di là dell’Atlantico e non ce la faccio più!”
E poi finalmente a casa, a preparare la cameretta, il rialzo per il lavandino e mi sembravate due pazzi… con il metro in mano a misurare: ma quanto saranno 89 cm? Oddio, ma è PICCOLISSIMO!!!
E poi si parte. Destinazione Bogotà. Scendi dall’aereo e vomiti: l’altitudine? la paura? il volo??? Non importa, anche quello è nei ricordi. Il viaggio verso Ibagué, 5 ore di taxi… Pilar che chiacchiera di un sacco di cose e tu che a malapena rispondi… L’ufficio dell’ICBF, caos, odore di smog, caldo… “Signori? E’ arrivato, l’hanno portato nella stanza a fianco” Brividi. Cuore che batte all’ìmpazzata. Paura.
Eccolo.
Piange tutte le lacrime che ha, e te lo danno in braccio. Ma come hai fatto a non crollare? Come hai fatto a resistere davanti a quel piccolo cosino indifeso che singhiozzava disperato? Ancora me lo chiedo… E’ uno dei grandi misteri del diventare genitori. Sei stata grande! Dopo quasi tre anni te lo devo proprio dire!
E adesso… l’avventura continua. Ci sono sfide, lotte a volte, ma diventare mamma ha portato con sé una gioia che non credevi possibile, lo so. E quando chiedi al piccoletto “Cos’è che ti fa felice?” e lui risponde “Tu, mamma!” sai di stringere il senso della vita nelle tue mani!!

Un abbraccio

Sara