- LA LETTERA DI RAFFAELLA -


Cara Raffaella,

solo qualche ora fa stavi seduta in metro aspettando la fermata Piola, dovevi incontrare Alberto, prendere la filovia e poi le tre parole che battevano nella testa e nel cuore: CIAI, cartellina rosa, abbinamento. È una splendida giornata di autunno, a te piace l’autunno, Milano ti sembra più bella del solito e se ti hanno chiamato é per qualcosa di importante, avete aspettato così tanto, i corsi si può dire che li avete fatti tutti… Eccovi al Ciai, quelle porte gialle vi fanno sentire a casa. Tu, Alberto e Chistolini e quella cartelletta rosa che é apparsa dal nulla: una bambina indiana, é piccolissima (ma siamo sicuri di essere al Ciai???), ha un nome corto, una piccola foto tessera: sei bella da togliere il fiato figlia mia!!! Cosa abbiamo fatto di così straordinario perché la vita ci offrisse una bambina così?!?! I suoi occhi ti colpiscono, sembrano due perle nere. Quegli occhi ti cercheranno, ti daranno tanta gioia, ti giudicheranno e ti sembrerà strano vedere che quando tua figlia crescerà, gli occhi no, per quanto lei li possa truccare e ricoprire di kayal… rimangono sempre gli splendidi occhi dell’India!!!

Ti viene voglia di partire subito, (papà sarebbe in grado di prenotare gli aerei!!!), che voglia di abbracciare quella meraviglia!!! Ma ci vorrà tempo, eh quanto ce ne vorrà!!! Ma ti accorgerai che sei diventata brava anche ad aspettare….come quando semini in giardino.. “Ci vuole il suo tempo” ripeteva la tua nonna mentre innaffiavate. Non ricordi nemmeno di aver salutato, cosa é stato detto, vi siamo ritrovati voi tre in strada. Poi Alberto ha comperato lo scanner, il classico regalo dei genitori in attesa!!!! Alla sera ha stampato quella unica foto in tutte le fogge e dimensioni…. sembravamo Totò e Peppino ne “La banda degli onesti”! Una per te, una per lui, una in cucina, in salotto, gli zii, i nonni… Le nonne!!!! Quelle leggiadre divulgatrici di novelle… domani tutto il milanese fino alla Brianza saprà la bella notizia!!! Ma ti accorgerai che saprai rispondere a tante domande, anche alle più sciocche e inopportune. Non immaginavi certo che sarebbero passati ancora undici mesi e sette giorni prima di abbracciare tua figlia, di darle quei baci che le mandavi ogni sera, quando te la immaginavi tutta sola nel suo lettino di legno bianco. Questi ricordi sono in te e sono preziosi, a tua figlia piacerà farseli raccontare, sono  vostri, sono pezzi della vostra storia, un po’ piangerete, un po’ riderete, ma sarete lì vicine, mamma e figlia, complici e “nemiche”, in questa età dell’adolescenza che rimette tutto in gioco!!! Mi piace pensare a tutto questo come alla rosa del Piccolo Principe… “Perché è lei che ho curato… perché é la mia rosa..”. E allora ti lascio ricordando a te e a lei che…” Non si vede bene che col cuore. L’essenziale é invisibile agli occhi”.

Con affetto. Raffaella