- LA LETTERA DI PIERINA -


Cara Pierina,

è il 20 luglio 2007, eccoti lì seduta nel salottino della sede CIAI di Milano, il primo a destra, molto stanca visto la levataccia alle 4 del mattino per arrivare lì da Riva di Tures e molto emozionata perché non vi è stato detto il vero motivo di questo appuntamento. Un po’ speri che sia per un abbinamento, ma cerchi di non illuderti perché sono passati solo 6 mesi dall’incarico. Infatti, quando arriva la dott.ssa Gualandi ricomincia a farvi parlare di voi e a farvi raccontare di nuovo la vostra storia. Tu, un po’ irritata e un pò delusa rispondi alle sue domande molto sinteticamente perché informazioni su di voi ne hanno anche troppe e la vostra storia ormai l’avete raccontata anche ai sassi.
Però c’è una cartellina sul tavolo!!
Tra le tante domande una è: “ma se ci fosse un bambino o una bambina di circa 7-8 anni voi lo prendereste?”; voi presi un po’ in contropiede rispondete “si!”, e poi:”se questo bimbo fosse in Etiopia, voi lo prendereste?”; voi che sperate di aver capito dove vuole arrivare rispondete: “si, certo!”; lei: “avete detto si, vero?” e voi: “si,si, abbiamo detto si!”; lei: “e se il bimbo fosse questo?”, ed estrae dalla cartellina la foto di un bimbo con due occhioni brillanti, un sorriso bellissimo e le dita di un piede che sbucano dalla scarpa bucata. La prendi in mano e quella è la foto di vostro figlio, sapevi già che era tuo figlio e non poteva che essere così!. Vi racconta un po’  la storia e la situazione di questo bimbo e, siccome continua a chiamarlo “bimbo”,  tu un po’  scortesemente chiedi: “ma come si chiama?” e lei leggendo:” N-A-T-N-A-E-L”. Ti è sembrato il nome più  bello del mondo anche se dopo, in treno, tornando, continuavi a ripeterlo per impararlo bene, bene.  E durante questo viaggio sono iniziati anche i dubbi e le paure miste alla gioia immensa di questa splendida notizia. E adesso? sarò in grado di affrontare la situazione? saremo in grado di fare i genitori? visto che fino ad adesso abbiamo fatto solo gli zii!. Gli piacereremo? ci accetterà come genitori? mi chiamerà mamma? visto che la sua mamma biologica è morta solo da pochi mesi?.
Cara Pierina,
sette anni dopo ti posso dire che ce la farai e che ce la farete! sarai chiamata “mamma” a gran voce già dopo solo 3 giorni, nel salone del Museo di Addis Abeba (forse solo per imitare il suo amico Biniam che a sua volta chiamava mamma a gran voce). Ce la farete a fare i genitori, anzi imparerete insieme! Lui ad essere vostro figlio e voi a fare i genitori, grazie anche a momenti difficili che supererete  TUTTI E TRE INSIEME. Quando è stato per 2 volte una settimana all’ospedale e ci siete stati sempre TUTTI E TRE INSIEME. Ma grazie anche ai momenti di gioia quotidiana che vi ha donato e che vi siete goduti sempre insieme.
Ora, nel 2014, state vivendo una nuova fase perché  Natnael ha 16 anni, è in piena adolescenza e rivendica la sua autonomia. Ti dicono che deve cominciare a camminare da solo e che devi lasciare che si stacchi da me, altrimenti non cresce e non diventa adulto. Per te adesso è questa la prova più difficile perché  vorresti ancora tenerlo sotto la tua ala protettiva come hai fatto in questi 7 anni e invece devi lasciargli prendere il volo.
Cara Pierina,
spero che nella prossima lettera, magari tra altri 7 anni, ti racconterò che sei riuscita a fare anche questo e che Natnael ha individuato un suo percorso da seguire. Per ora però questa è solo una speranza perché in questo periodo vi barcamenate tra le turbolenze dell’adolescenza ed è un confronto e un conflitto quotidiano. Comunque io sono molto ottimista, ce l’avete fatta fino adesso e la solidità della vostra FAMIGLIA mi fa sperare anche per il futuro.
Quindi tieni duro che ce la farai e goditi ogni momento!
Ciao.
Pierina