- LA LETTERA DI PAMELA -


Cara Pamela, caro Cristiano,

non ho bisogno di ricordare ciò che pensavate quando avete deciso di adottare Isabel: me lo ricordo benissimo. E poi tu, Pamela, avevi scritto un diario dell’attesa e del primo anno di vostra figlia con voi. Riporto due scritti per meglio rispondere:

 

<20\3\1986  Cara dolce Isabellina,

oggi sono arrivate le tue fotografie dall’India, sei tanto bellina, hai un musino dolcissimo e bello e due grandi occhi dolci e grandi e sembri quieta e tranquilla. Il tuo piedino è aperto come un fiore …  Come sei dolce, come sei bella. Il tuo sguardo intenso e leggero si è impresso nel mio cuore e il tuo profilo curioso pieno di vita, la tua espressione furba che chiede amore, lo pretende, sono entrate nel mio ventre, nel mio viso e ora ti assomiglio. Guardo queste tue nuove foto: è come se ti conoscessi già, ti riconosco, sei mia, sei la mia bambina!!

La mia piccola, dolce, prepotente, simpatica bambina, la mia “Jolly funny baby”. Ma di più … sei mia, mia, mia mia. Ti ho concepita, ti ho voluta, ti ho pensata, eri tu che volevo, eri proprio tu, la mia dolcissima Jolly Funny Baby, indianina mia. Tante cose mi ha regalato l’India, tanti insegnamenti di vita, ma questo è il regalo più bello, più straordinario che potesse riservarmi: una figlia!

Ma ci pensi?

Ti meriterò?

Mi meriterò io una figlia come te?

Hai in mano il giochino che ti ho spedito ma non ti sento più lontana, ti sento dentro di me e fra poco nascerai anche qui … ho anche i seni che mi fanno male come se si preparassero ad allattare, sarebbe bello, no?

Che mamma sciocca però tanto innamorata!

Arriva presto perché ho bisogno di abbracciarti.

 

03\05\1986

Il tempo passa! Passa senza di te!

Il tempo passa, si sfogliano i giorni, le ore, i minuti … senza di te.

Perché? Perché non permettono che tu arrivi?

Per un BOND, un TICKET, una formalità ci tengono ancora lontane. Non ce la faccio più, Piccolina mia, sono tanto triste e abbattuta, non ce la faccio più, sto crollando. Ti aspetto, ti aspetto, ti sogno, ti penso, ti aspetto … e passano i giorni, mesi, giorni lunghi e ore e giorni … e giorni … e giorni …! E ora la nube russa, con le sue radiazioni, che viene a farci paura e terrorizzarci.

Che ci diano il tempo di vivere insieme, tanto tempo!

 

11\06\86

Mio amore, piccola Isabel, fino in fondo ci fanno sospirare! L’avvocato lunedì ha telefonato: <I’m very glad to inform you> e qui ero tesa perché non ricordavo se “glad” volesse dire felice o spiacente, <That I’ve got the passport>. Allora voleva dire lieto, felice, perché ha conquistato il passaporto!!

L’HA PRESO!! L ‘ H A  P R E S O!!

E’ già partito con il corriere internazionale per Bombay e avere il visto e domenica 15 prende la bambina e arriva. Ho lanciato un grido di gioia. Un grido di gioia!!

 

17\06\86

Ci siamo: è martedì sera!! Ci siamo arrivati!! Ho vissuto i tre mesi più lunghi di tutta la mia vita, i più interminabili, sospesa nel vuoto, parola.

E’ già notte e tu sei già sull’aereo che ti porta qui. Chissà che pensi, tutto quello vedi che effetto ti fa? Le macchine, la città, l’aeroplano, tutte le cose che tu non hai mai visto nemmeno di lontano. Povera piccola Isabellina. Ma tra poco sarai qui. Tu arrivi proprio dal cielo … E chi dorme stanotte!!!

 

 

Cara Pamela, caro Cristiano, del 1986,

non so se vi siete meritati Isabel fino in fondo: qualche errore c’è stato, ma so che avete fatto il vostro meglio e che l’avete amata come più non si può. Un genitore è un essere umano ed è destinato a sbagliare ogni tanto.

La vostra aspettativa è stata, con tutti e tre i vostri figli, ampiamente soddisfatta. Il tempo passato con loro è quanto di più interessante e gioioso abbiate avuto nella vita. Sono figli meravigliosi ancora oggi e si vogliono bene. Sono uniti: sono una famiglia vera! E non mancano di dimostrarlo ad ogni occasione. Che valore prezioso!

Sì, Pamela, Isabel era destinata qui con noi, l’avevi sentito nel profondo. La sua crescita, la loro infanzia, è stata entusiasmante e luminosa: facile. Beh … poi è arrivata l’adolescenza che ha portato diverse turbolenze (che per altro riguardavano Isabel solo in minimissima parte). Poi le tensioni tra voi genitori, il lavoro, la malattia … e poi la tua morte, Cristiano … Ci sono stati momenti difficili, terribilmente difficili per tutti.

E’ il dispiacere più grande: che tu non possa vederli ora, adulti, così carini, simpatici, educati, responsabili; coi loro affetti e i loro lavori … Saresti orgoglioso. Sono ancora migliori di come li sognavamo, “hanno reso” più di quanto abbiamo investito e fatto per loro, e non è stato poco. Quanto ci siamo divertiti con i nostri bambini. Abbiamo dato tutto per molto tempo, e ora tutto scorre di nuovo secondo il vostro modo di concepire l’amore familiare. Che bell’avventura.

Un’avventura che auguro a tutti i futuri genitori.

Pamela