- LA LETTERA DI MASSIMO -


 

Caro Massimo,
lo so che quando ti dicono “stai tranquillo” tu inizi subito a preoccuparti, però… stai tranquillo.
Ormai sono passati tredici anni da quando hanno accettato la tua domanda di adozione, dodici da quando hai avuto l’idoneità, undici da quando hai visto la prima foto di tua figlia, dieci da quando Elizabeth è entrata a far parte della vostra vita e poco più di due ore da quando l’hai accompagnata a scuola, orgoglioso perché è stata scelta (solo in sedici su oltre 400) per partecipare a un progetto speciale della sua scuola.
E allora sì, stai tranquillo, ce la puoi fare.
Anche se passerai il primo anno a non dormire di notte perché lei verrà sempre alle tre a controllare che ci siate ancora, anche se è faticoso andare per anni tre volte alla settimana ad accompagnarla dalla logopedista, e poi seguirla nel fare i compiti, e scrivere a tutti i giornali ogni volta che un idiota alla televisione dice “non ci sono italiani neri” e far capire anche a lei che sì, ci sono, come ci sono italiani stupidi.
Non illuderti che sarà tutto facile: alcuni, anche molto vicini a te, non accetteranno questa scelta e un po’ alla volta smetterai di vederli, ma questo farà più bene a te che male a loro.
E se qualcuno ti dirà a dire “che bel gesto che avete fatto”, ricordati sempre che il bel gesto lo avete fatto principalmente a voi due.
L’adozione darà un senso al vostro amore, e per senso non intendo significato, ma direzione.
I figli sono il nostro ponte verso il futuro. E tutti i figli del mondo sono figli nostri.
Massimo
P.S. Cerca di ritagliarti più tempo per te e per Marilena, da soli e insieme. Ce la si può fare meglio restando uniti.