- LA LETTERA DI GIOVANNA -


Cara Giò,

sei nella saletta del Ciai mentre lo psicologo ti sta facendo un sacco di domande  a cui, con Stefano, rispondi in maniera quasi automatica perché sai che, fra poco, da tutte quelle carte che ha in mano tirerà fuori una foto, la foto di tuo figlio o tua figlia.

Negli ultimi tempi guardando le immagini più disparate di visi con meravigliosi occhi a mandorla e capelli lisci e neri hai provato a immaginare come sarebbe stato tuo figlio. In questo momento anni di pensare, supporre, sperare, desiderare prende corpo in una foto…dall’altra parte del mondo c’è questo bambino.Tu stai diventando mamma di questa bambina…e non capisci più niente!

Hai reazioni opposte: il massimo della felicità coincide con il massimo della paura…felicità perché, finalmente, dopo anni di colloqui, relazioni, corsi, attese varie hai un bambino… e paura (tanta) di non farcela. Ti hanno preparato al Ciai, sai che non sarà affatto semplice perchè sono bambini induriti per quello che hanno vissuto prima, sono arrabbiati perché chi doveva prendersi cura di loro non l’ha fatto e di questo portano il segno.

Ma ora tocca a te e ti viene in mente tutto, contemporaneamente, In questo big bang emotivo provi una gioia incontenibile e non vedi l’ora di stringerla tra le mani e sbaciucchiarla forte forte (e se poi non si farà neanche prendere in braccio?), guardi negli occhi Stefano e non vedi l’ora di salire su quell’areo che vi porterà là…dove c’è vostro figlio, guardi gli occhi del bambino (tuo figlio!!!) della foto e pensi “sembra che ci stia aspettando”.

Sai anche, razionalmente, che ci saranno momenti difficili, momenti in cui ti sentirai dire “ma tu non sei la mia vera mamma” e tu dovrai reggere a questa colpo perché mentre te lo dirà avrà negli occhi, quei meravigliosi occhi neri, tutto il “nero” della sua rabbia per quello che ha vissuto prima e tu sei l’unica con cui lui può sfogarsi perché sa che tu lo ami così com’è… e non lo lascerai mai.

Sai però che mentre te lo griderà in faccia ti guarderà dritto negli occhi con lo sguardo di chi vorrebbe dire “avrei voluto che tu ci fossi sempre stata” .. perché i figli sono un po’ strani: dicono con le parole una cosa ma con il cuore ne esprimono un’altra. E sta a te capirlo, sintonizzarti su questa frequenza emotiva per dire a loro ”io sono qui e ti amo per quello che sei perché, per me, sei meraviglioso”.

E anche nella rabbia che ha dentro per non aver avuto, da subito, calore e amore, per essere stata trascurata e maltrattata prima che tu la prendessi per mano, anche in questa rabbia che l’ha segnata e che, fidati, continuerà a segnarla per anni e anni lui cerca te, cerca la conferma che sulla mamma, tu, potrà sempre contare.

Durante un incontro al Ciai uno psicologo aveva detto che i figli adottivi, quando superano le loro crisi, paure ecc… sono la crème de la crème; ora questa frase ti viene in mente e non capisci bene che cosa voglia dire, ma dopo anni, quando l’avrai capita perché l’avrai vissuta con tuo figlio ormai grandicello, proverai una gioia immensa, ancora più grande di quella che stai vivendo adesso con Stefano mentre hai tra le mani la foto di tua figlia.

Con infinito affetto

Giò