- LA LETTERA DI ELENA -


Aprile 1972

Cara Elena,

so che Aspetti con ansia che il telefono squilli, ormai da giorni sai che il momento sta arrivando.

Dopo i colloqui , le informazioni generali sulla Corea, gli incontri di gruppo, ora finalmente ci sarà l’incontro di abbinamento.

E infatti il telefono squilla e ti annuncia un appuntamento per dopo domani….. L’ ansia mescolata alla felicità ti prende e ti fa vivere con una lentezza insopportabile questa attesa con tutte le incertezze di una gravidanza a sorpresa.

Sarà un maschio, sarà una femmina? Le/gli piacerai?

Prendere sonno è stato difficile ieri sera e dopo aver parlato a lungo con Angelo ti sei finalmente addormentata e come spesso capita alle donne in attesa l’hai sognata. È una bimba e non ha una manina, ma che importa , tu le vorrai bene lo stesso, anzi di più.

Finalmente arriva il pomeriggio e raggiungi la sede del CIAI che ormai conosci bene , ma non così tanto da sentirti completamente a tuo agio, perchè un po’ hai sempre la paura di un ultimo giudizio negativo, di non essere all’altezza ………

Ti fanno accomodare in una saletta e poco dopo entra una giovane donna che hai già visto altre volte nella sede, ma è la prima volta che parla a te e a tuo marito.  Alcuni convenevoli rendono l’attesa più rilassante e il tono della sua voce ti dà sicurezza, ti fa capire che le siete graditi e ti senti come promossa.

Poi come in un soffio arriva la frase tanto attesa: ” …….è una bimba, al momento ha 2 mesi e mezzo, è stata trovata in una strada di Seul da un passante…….gode di buona salute, abbiamo pensato di abbinarla a voi , si chiama Kim Myung-Hee, questa è la sua foto……”

E lei finalmente si concretizza in una piccola foto in bianco e nero con un numero appoggiato al suo piccolo corpo, gli occhietti a mandorla i lineamenti delicati e la bocca piccola , le manine nascoste da un golfino troppo grande per lei.

Poi non la vedi più tanto bene perché hai gli occhi pieni di lacrime, ma nonostante l’emozione chiedi se ha le manine, perché veramente non si vedono e il sogno ti viene subito alla mente!

Liliana Gualandi, così si chiama la giovane signora, ti guarda con sorpresa e così le racconti il tuo sogno .

Portate a casa la sua piccola foto con i suoi documenti, li leggi e li rileggi tante volte , vuoi impararli a memoria, vuoi recuperare il tempo in cui non la conoscevi , vuoi sapere tutto di lei ed essere la mamma migliore del mondo!

A casa fotografate la sua foto, Angelo la sviluppa subito nella sua camera oscura e la stampa in grandezza naturale per vederla meglio e per averla sotto gli occhi ogni momento nell’attesa di stringerla per sempre nelle vostre braccia.

Tanti auguri per questo momento magico.

Elena