- LA LETTERA DI BARBARA -


Cara Ba,
ti guardo e sorrido.
Sono bastate poche parole per farti vacillare. D’improvviso sei madre e te ne stai lì, imbambolata, con gli occhietti scuri delle tue figlie che ti guardano dalla foto che qualcuno ti ha messo davanti.
Quando uscirai da quella stanzetta, in cui hai conosciuto il nome delle tue bambine, non sarai più la stessa donna.
Conoscerai sentimenti che mai avresti immaginato di poter provare.
Verserai tutte le tue lacrime per il lamento ininterrotto di Tutù, in quella sognata terra straniera che arriverai persino ad odiare; ti commuoverai per il primo vero abbraccio di Mergie, improvviso e inaspettato, dopo tanti anni dal vostro rientro in Italia; sentirai una strana fitta al cuore ripetendo ‘State attente!’ mentre la porta di casa si chiuderà e resterai avvolta dal silenzio della prima domenica pomeriggio che le tue figlie passeranno con le amiche.
Diventerai famiglia.
Ti lascerai alle spalle i viaggi in moto, la palestra, le cene romantiche in montagna, le uscite con gli amici per ripassare la tabellina del sette, ritagliare pesci di carta da appendere al soffitto, applaudire agli spettacoli di Natale, dormicchiare sul divano in un groviglio di braccia e gambe dentro a pigiami colorati.
Conoscerai la magia della maternità.
Vedrai sbocciare e fiorire i due piccoli germogli che, in un indimenticabile pomeriggio etiope, si saranno affidati a te: cresceranno quei germogli e diventeranno due meravigliose ragazze, fragili e sicure al tempo stesso.
Per loro, quella donna, che ora vedo accartocciata su uno sgabello bianco nella sede del Ciai, diventerà, nel tempo, forte, decisa, sicura…madre.

Buon viaggio, di tutto cuore,
Ba