- LA LETTERA DI ALBERTO -


Caro Alberto,

ci siamo! Quanto tempo è passato? Due anni? O forse più dal momento in cui avete pensato e realizzato che qualcuno o qualcosa aveva stabilito per voi che il completamento della vostra famiglia sarebbe arrivato accogliendo un bambino nato lontano. A me sembra che il tempo sia passato veloce; tu dirai: certo, facile, con il senno di poi!!! Ma prova a starci in mezzo! Le settimane che non passano mai, quella telefonata che non arriva, Daniela che alza gli occhi al cielo e allarga le braccia, quegli incontri, gli psicologi, gli operatori che ti rivoltano come un calzino e al momento non capisci perché ti scavino dentro così profondamente da fare quasi male.

Ma quello che conta è che ci siamo. Oddio, dovreste esserci. Certo quella telefonata “Signori Villa, vorremmo vedervi Lunedì alle 17…” non è che sia stata particolarmente esplicativa. Cosa vorranno? Però dentro in fondo lo sai, non prendiamoci in giro: questa non è una telefonata, è LA telefonata! E poi, non nascondiamocelo, quante volte lo avete chiesto alle altre coppie come sarebbe stato quel momento?! Ormai sapete tutto, anche che lo psicologo che vi abbinerà entrerà con la famosa cartellina rosa…. La cartellina rosa… ve la ricorderete tutta la vita!!!

La vita… strana la vita eh?! Ma alla fine cos’è se non una sequenza di episodi, più o meno importanti? E noi cosa siamo se non il risultato di questi episodi o meglio di quello che gli episodi lasciano su di noi, come ci cambiano, come ci arricchiscono? E fidati, questo ti cambierà parecchio e soprattutto non te lo dimenticherai più!!!

Non dimenticherai la notte precedente in cui non chiuderai occhio, non dimenticherai la giornata in ufficio che ti sembrerà non passare mai, non dimenticherai il momento in cui vedrai colei con la quale condividi questa avventura cui hai dato appuntamento in quella anonima stazione del metrò, non dimenticherai i minuti in quella stanzetta da soli in attesa che qualcuno entri (ma lo fanno apposta? è un test? c’è una telecamera che ci osserva per carpirci le emozioni?), non dimenticherai le farfalle nella pancia che ti accompagneranno immancabilmente, non dimenticherai quando finalmente quella porta si aprirà… e lei è lì! La cartellina rosa!!!

E poi tutto sarà diverso. Quella bambina in quella piccola foto, mioddio ma è tutta occhi, ti sembrerà essere stata una parte di te da sempre, il fatto che sia a diecimila chilometri di distanza e che per abbracciarla passeranno ancora mesi ti sembrerà una stupidaggine. Tutto quello che è passato sarà spazzato via da quella gioia e quelle lacrime, capirai che un altro tassello della tua vita (e non uno qualunque, uno di quelli fondamentali) sta andando al suo posto. E tu non sarai più lo stesso.

Cambierai prospettiva, cambierai obiettivi. Cambierai il modo di vedere le cose perché non le vedrai più soltanto con i tuoi ma anche e soprattutto attraverso i suoi, che sono così neri e profondi da perdercisi dentro, anche solo in una foto di pochi centimetri di lato. Sentirai la responsabilità di dare qualcosa a quell’ esserino che aspetta solo voi per avere quella possibilità che la vita per il momento gli ha nascosto, qualcosa che non passa solo, per quanto fondamentale, dall’amore che quotidianamente gli saprai dare, ma anche attraverso un nuovo modo di vedere e affrontare la vita. Sentirai la responsabilità di dover fare qualcosa per fare sì che il mondo che gli lascerai sarà un po’ più gentile.

E questa responsabilità non la vivrai come un peso ma con entusiasmo, con un’energia che nemmeno tu sapevi di avere. Quando uscirai da quella stanza con il suo nome, con qualche informazione sulla sua breve storia, con quella piccola foto, con quegli occhioni grandi che ti scrutano fino nelle viscere, ti sentirai l’ adrenalina a mille, camminerai a mezzo metro di altezza, abbraccerai tua moglie, piangerai e riderai con lei, farai mille telefonate per far sapere al mondo la tua gioia. In quel momento nulla ti sembrerà impossibile.

E nulla lo sarà.

Tuo

A.